https://topic.oprc.it/index.php/topic/issue/feed TOPIC - Temi di Psicologia dell'Ordine degli Psicologi della Campania 2022-03-30T15:13:31+00:00 Massimiliano Conson (Coordinatore Editoriale) massimiliano.conson@unicampania.it Open Journal Systems <p><em>Temi di Psicologia dell’Ordine degli Psicologi della Campania</em> (TOPIC) è un giornale scientifico dell’Ordine degli Psicologi della Campania. La Rivista ospita articoli originali (ricerca applicata o revisione della letteratura scientifica) di appropriata solidità scientifica e intende offrire uno spazio per l’approfondimento delle tematiche più attuali nei principali settori della psicologia. Lo scopo di TOPIC è la diffusione delle evidenze empiriche e degli sviluppi concettuali importanti per il confronto culturale e per l’aggiornamento professionale, nel rispetto delle diverse prospettive ed esperienze.</p> <p><strong>----------------------</strong></p> <p>TOPIC is a scientific Journal of the Regional – Campania – Professional Board of Psychologists in Italy. The Journal publishes original peer-reviewed articles (research and review articles) across the psychological sciences, aiming to provide a space for the study of the most current topics throughout the main fields of psychology. TOPIC intends to deal with empirical and theoretical issues that are relevant for the cultural debate and professional updating in compliance with the different theoretical and empirical perspectives in psychology.</p> <p> </p> <p><strong>ISSN:</strong> 2785-5090</p> https://topic.oprc.it/index.php/topic/article/view/33 La Previsione del Comportamento di Caregiving: Stato dell’Arte e Implicazioni Metodologiche 2022-03-22T14:36:40+00:00 Carla Nasti carla.nasti@unicampania.it <div class="page" title="Page 1"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Sebbene gli esseri umani abbiano una propensione innata al <em>caregiving</em>, studi empirici mostrano anche non sempre gli adulti manifestano comportamenti adeguati o sensibili verso i bambini, e che vengono osservati anche maltrattamenti, abusi e trascuratezza. Esiste un'ampia letteratura sulle conseguenze psicologiche che il comportamento maltrattante può avere sull'adattamento del bambino e alla luce di tali considerazioni, diventa importante comprendere e valutare i fattori e i processi alla base del comportamento del <em>caregiving</em> maltrattante e adottare pratiche di intervento appropriate per prevenire le conseguenze negative. Il modello teorico maggiormente utilizzato per la previsione del <em>caregiving</em> evidenzia che, tra gli altri fattori, le caratteristiche individuali svolgono un ruolo critico. In questa prospettiva, diversi ricercatori hanno indagato i processi che regolano la risposta agli stimoli infantili secondo un approccio integrato. I principali risultati sono stati sintetizzati in modelli teorici condivisi, secondo cui la risposta agli stimoli infantili è regolata a diversi livelli di elaborazione. Nonostante tali evidenze, la maggior parte delle ricerche utilizza prevalentemente misure esplicite per valutare il rischio di maltrattamento e in nessun caso sono stati considerati contemporaneamente i diversi livelli di elaborazione. Partendo da queste considerazioni, si sottolinea l'importanza di definire un <em>set</em> di indicatori multilivello (impliciti, espliciti e comportamentali) per una più valida predizione del rischio di maltrattamento infantile.</p> </div> </div> </div> 2022-03-30T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2022 TOPIC - Temi di Psicologia dell'Ordine degli Psicologi della Campania https://topic.oprc.it/index.php/topic/article/view/36 Il contributo delle funzioni visuospaziali alle abilità numeriche e di calcolo 2022-03-28T17:28:16+00:00 Gennaro Raimo gennaro.raimo@unicampania.it Rosa Milo rosamilo94@gmail.com Salvatore Ricciardiello salvatorericciardiello1@gmail.com Antonio Perrotta antonioperrotta457@gmail.com Isa Zappullo isa.zappullo@unicampania.it <p>Numerose evidenze suggeriscono l’esistenza di una relazione tra competenze matematiche e abilità visuospaziali. Tuttavia, i dati disponibili non consentono di chiarire il rapporto tra differenti domini visuospaziali e i sistemi del numero e del calcolo. Scopo del presente studio è stato indagare il contributo delle capacità di identificazione di figure nascoste (<em>disembedding</em>), di rotazione mentale e di costruzione spaziale alle abilità numeriche e di calcolo. A tale scopo, è stato reclutato un campione di 81 studenti (41 maschi e 40 femmine) con età compresa tra 14 e 15 anni. I risultati hanno mostrato che il genere e il <em>disembedding</em> sono predittori comuni sia al sistema del numero che del calcolo, mentre le rotazioni mentali rappresentano un predittore specifico del sistema del numero. I presenti risultati contribuiscono al dibattito sulle differenze di genere nelle competenze matematiche, suggerendo di indagare il possibile contributo delle abilità visuospaziali. Sono discusse le implicazioni cliniche e didattiche.</p> 2022-03-30T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2022 TOPIC - Temi di Psicologia dell'Ordine degli Psicologi della Campania https://topic.oprc.it/index.php/topic/article/view/27 Autoefficacia comunicativa dei pazienti ai tempi del COVID-19: relazioni con il benessere mentale 2022-03-08T17:54:50+00:00 Leda Marino ledamarino7@gmail.com Giovanni Schettino giovanni.schettino@unina.it <div class="page" title="Page 1"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>L’emergenza da COVID-19 ha posto le organizzazioni sanitarie dinnanzi a molteplici sfide legate anche alla prosecuzione delle attività ordinarie. In un’ottica organizzativa è fondamentale comprendere come gli attori delle organizzazioni sanitarie, che concorrono a costruirne la cultura, abbiano percepito tali cambiamenti. Obiettivo dello studio è stato quello di indagare le percezioni di autoefficacia comunicativa di 127 pazienti ambulatoriali, con un’età media di 51.60 anni (DS = 15.09), e il loro benessere mentale, considerato un esito di una adeguata comunicazione <em>patient-centered</em>. I risultati del presente studio <em>cross- sectional</em> hanno evidenziato associazioni positive e significative tra le variabili considerate contribuendo così a rafforzare la letteratura sul tema ancorandosi alla contingenza pandemica e suggeriscono alcune azioni finalizzate a migliorare il processo comunicativo nei contesti sanitari, così da sviluppare una cultura orientata al paziente implementando percorsi di formazione specifici per i medici delle organizzazioni sanitarie.</p> </div> </div> </div> 2022-03-30T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2022 TOPIC - Temi di Psicologia dell'Ordine degli Psicologi della Campania https://topic.oprc.it/index.php/topic/article/view/29 La pandemia da Covid-19, un potenziale trauma collettivo 2022-03-23T06:18:12+00:00 Barbara De Rosa baderosa@unina.it Giorgio Maria Regnoli giorgiomariaregnoli@gmail.com <div class="page" title="Page 1"> <div class="layoutArea"> <div class="column"> <p>Le trasformazioni relazionali e sociali che la pandemia ha imposto hanno spinto la ricerca psicologica ad esplorare la sua potenzialità traumatica. L’aumento del disagio psichico e la crescita esponenziale di problematiche internalizzanti e stress- correlate in <em>target</em> a rischio come quello dei giovani, spinge oggi a parlare di una vera e propria emergenza psicologica giovanile. A partire dall’integrazione di alcune tra le prospettive che hanno contribuito a costruire una psicologia del trauma collettivo, il presente lavoro si propone di approfondire alcuni aspetti che hanno inciso sulla traumaticità dell’esperienza pandemica. L’ipotesi che la pandemia, come ogni trauma collettivo, funga da lente di ingrandimento sul presente ha guidato l’approfondimento della sua relazione con le forme del malessere contemporaneo. Nei giovani, l’assenza di un adeguato bagaglio di esperienze e di strumenti necessari per affrontare e significare quest’esperienza sembra collegata anche a specifiche caratteristiche della <em>società di Narciso</em> in cui sono nati. La cultura dell’illimitato, del controllo e della prestazione potrebbero aver funzionato come fattori di fragilizzazione psichica. Lo strumento della narrazione testimoniale nel dispositivo gruppale potrebbe orientare la costruzione di progetti di intervento che mirino al superamento del <em>vuoto rappresentazionale</em> cui il trauma pandemico confronta. Al contempo, il supporto allo sforzo di comprensione e di intelligibilità di questo trauma potrebbe sostenere il processo di ri-costruzione di una memoria collettiva condivisibile.</p> </div> </div> </div> 2022-03-30T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2022 TOPIC - Temi di Psicologia dell'Ordine degli Psicologi della Campania https://topic.oprc.it/index.php/topic/article/view/34 Le caratteristiche del rimuginio secondo una prospettiva cognitivo-comportamentale: una rassegna critica della letteratura 2022-03-22T10:13:07+00:00 Roberta Cecere roberta.cecere@unicampania.it <p>Il rimuginio è concettualizzato come un tipo di pensiero ripetitivo che può avere un carattere adattivo, quando assume una forma non patologica, o disadattivo. In quest’ultimo caso, il rimuginio rappresenta una caratteristica clinica importante del Disturbo d’Ansia Generalizzata; tuttavia, numerosi studi hanno confermato la sua natura transdiagnostica e la sua presenza anche nella popolazione non clinica. Partendo da queste premesse, la presente rassegna critica ha come scopo quello di sintetizzare i dati presenti finora in letteratura sul rimuginio nella sua forma adattiva e disadattiva in prospettiva cognitivo-comportamentale. I risultati degli studi inclusi in questa rassegna permettono di supportare l’ipotesi che il rimuginio abbia un carattere dimensionale, legato soprattutto al costrutto dell’ansia. È dunque possibile immaginare un continuum che presenta, ad un estremo, il rimuginio come processo costruttivo e adattivo e, ad un altro estremo, la sua controparte disadattiva, riscontrabile all’interno di differenti categorie diagnostiche. Una visione d’insieme delle caratteristiche del rimuginio, che metta in primo piano la natura trasversale di questa modalità di pensiero, assume una valenza clinica importante, poiché suggerisce che intervenire sulla quantità e la frequenza del rimuginio potrebbe favorire miglioramento della qualità di vita dei pazienti.</p> 2022-03-30T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2022 TOPIC - Temi di Psicologia dell'Ordine degli Psicologi della Campania https://topic.oprc.it/index.php/topic/article/view/26 L’adattamento prismatico nella riabilitazione dell’eminegligenza spaziale: uno studio preliminare sul ruolo del potere dei prismi 2022-03-03T19:01:10+00:00 Francesco Panico francesco.panico@unicampania.it Deborah Ferrante deborah.ferrante@studenti.unicampania.it Francesca Sepe fra.sepe@libero.it Angela Arini angelaarini@libero.it Claudio Crisci claudiocrisci@live.it <div> <pre>L’eminegligenza spaziale è una condizione neuropsicologica che determina una compromissione della capacità di esplorazione dello spazio contro-lesionale. Uno degli approcci riabilitativi proposti per la riabilitazione dell’eminegligenza spaziale è l'adattamento prismatico (AP). L’AP è una metodica riabilitativa non invasiva che prevede l’esposizione a lenti prismatiche durante l’esecuzione di un compito di puntamento. Essa è in grado di indurre uno spostamento delle coordinate visuo e sensomotorie determinando una riduzione dei sintomi dell’eminegligenza. Tuttavia gli studi che hanno indagato l’efficacia di questo approccio riabilitativo hanno evidenziato risultati non sempre coerenti, motivando un’indagine sulle variabili in grado di influenzare i processi di adattamento e modularne l’efficacia, come ad esempio il potere dei prismi. In questo lavoro è stata confrontata l'efficacia di due protocolli riabilitativi basati sull’AP, che impiegavano rispettivamente lenti da 5 e 20 diottrie prismatiche, sul numero di omissioni in una batteria di prove di cancellazione, rispetto ad un gruppo di pazienti di controllo. I risultati hanno mostrato una significativa riduzione del numero di omissioni nei pazienti sottoposti al trattamento che utilizzava lenti da 20 diottrie rispetto agli altri due gruppi. Nel complesso, questi risultati forniscono prove preliminari a sostegno del ruolo svolto dal potere diottrico nel miglioramento dei sintomi dell’eminattenzione mediante l’AP. Inoltre, questi risultati si iscrivono nella letteratura che sostiene l’efficacia dell’AP nella riabilitazione dell’eminegligenza, sebbene siano necessari ulteriori studi per definirne gli aspetti metodologici ottimali nelle applicazioni cliniche.</pre> </div> 2022-03-30T00:00:00+00:00 Copyright (c) 2022 TOPIC - Temi di Psicologia dell'Ordine degli Psicologi della Campania